"Un bambino è prima di tutto, soprattutto un bambino, e la sua condizione di migrante è secondaria"

(Consiglio d'Europa)


Nel 2016 sono stati più di 25.800 i Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) che sono arrivati via mare nel nostro paese. Si tratta del 14% sul totale dei migranti giunti in Italia. I dati del 2017, aggiornati al 31 agosto, rilevano la presenza di 18.486 MSNA. In particolare, in Veneto si registra la presenza di 311 MSNA. Il sovraccarico di responsabilità di un numero significativo di MSNA fa emergere l’assoluta necessità della figura del tutore volontario che ora viene regolamentata con la legge n.47/2017, volta a promuovere e rafforzare le tutele garantite ai minori, oggetto spesso di traffici da parte di organizzazioni criminali e quindi in pericolo di:

  • Sfruttamento lavorativo e sessuale
  • Donazione forzata di organi
  • Spaccio di droga
  • Tratta
  • Contrabbando e accattonaggio


Perché diventare tutore volontario?
“Genitorialità sociale” e “cittadinanza attiva”

I motivi per accogliere con favore e diffondere questa iniziativa fanno appello al nostro senso civico e morale come cittadini sensibili ad un fenomeno così drammatico come quello dei minori che raggiungono da soli, privi di qualsiasi tutela il nostro paese. I tutori volontari possono contribuire ad aiutare i più deboli, che scappano da guerre e miseria nel tentativo di cambiare la loro vita. Offrire loro un sostegno umano, prima ancora che burocratico o pratico, è essenziale per l'esito positivo di politiche che siano inclusive e solidali.



MSNA e tutore volontario: Intervento di Paola Zuliani al Convegno Internazionale Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, Città del Vaticano, Maggio 2017)



La figura del tutore volontario: finora 1.800 candidati
Chi è e cosa fa il tutore volontario?

Il tutore vigila sulle condizioni di accoglienza e sui percorsi di integrazione in collaborazione con le istituzioni ed è funzionale al supporto legale e umanitario del MSNA. Fino ad oggi, questo compito è stato svolto da una figura istituzionale, sindaco o assessore, impedendo di fatto un rapporto interpersonale, visto il grande numero di MSNA affidati. Ora, anche un privato cittadino potrà diventare tutore e svolgere molteplici funzioni, fra cui:

  • Assistere il MSNA nella presentazione della richiesta di soggiorno per minore età o di asilo politico
  • Fungere da punto di contatto e rappresentante legale nelle procedure scolastico/formative
  • Partecipare alla fase di identificazione del minore
  • Intrattenere rapporti con i servizi sociali o le famiglie affidatarie che hanno a carico il minore
  • Prestare consenso informato nelle decisioni e interventi sanitari
Le FAQ dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza chiariscono in maniera esaustiva tutte le potenzialità di questa figura

La tutela non implica né la convivenza, né il supporto economico al minore, che spetta invece all’affidatario. Nella maggior parte dei casi, questi ragazzi arrivati in Italia senza famiglia, sono affidati a strutture di accoglienza. Il tutore non è responsabile del comportamento del minore né da un punto di vista penale, né da un punto di vista civile, a meno che da quest’ultimo punto di vista non abiti insieme a lui.



Quali sono i requisiti per diventare tutore volontario?

I prerequisiti per diventare tutore volontario mostrano quanto questo percorso sia accessibile per i privati cittadini che abbiano le seguenti caratteristiche:

  • Cittadinanza italiana o di altro paese UE purché in possesso di permesso di soggiorno, con conoscenza della lingua italiana
  • Residenza in Italia
  • Età non inferiore ai 25 anni
  • Godimento di diritti civili e politici
  • Assenza di condanne penali, procedimenti penali o procedimenti per l’applicazione di misure di sicurezza o prevenzione
  • Assenza di condizioni di “incapacità all’ufficio tutelare” prevista dalla legge (art. 350, Cod. Civ.)
  • Ineccepibile condotta
  • Disponibilità di tempo ed energie per esercitare la funzione

Come si diventa tutore volontario?

Per diventare un tutore volontario bisogna presentare domanda secondo le modalità specificate negli avvisi pubblici emanati a livello regionale. Il Veneto ha anticipato la legge 47/2017 e si è già dotata degli Albi di Tutori Volontari. Per avere quindi maggiori informazioni sui nuovi avvisi in uscita è consigliabile far riferimento ai contatti dei Garanti Regionali.

Per il Veneto se ne occupa Mirella Gallinaro, Garante regionale dei diritti alla persona.

I soggetti individuati dai Garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza dovranno poi completare una formazione multidisciplinare gratuita, declinata in tre moduli specifici:

  • Formazione sul quadro fenomenologico
  • Formazione sul contesto giuridico
  • Formazione con focus psico-socio sanitario

In Veneto è stato già avviato un primo corso. In seguito, gli aspiranti tutori volontari potranno essere iscritti negli elenchi dedicati e rendersi disponibili alla nomina formale da parte del Giudice tutelare. Finora, ai bandi pubblicati a partire da luglio hanno risposto circa 1.800 persone a livello nazionale. Si tratta perlopiù di donne fra i 45 e i 60 anni, con una maggioranza risiedente nel Lazio, seguita da Piemonte e Lombardia.

Numeri utili

Helpline Minori Migranti di Save The Children:
800 14 10 16
dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 17

Garante regionale del Veneto dei diritti della persona:
041 238.3422/3423
email: [email protected]
Via Brenta Vecchia, 8 - 30172 MESTRE-VENEZIA

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